Un aggiornamento dell'assedio eolico senza fine sui crinali tra Camugnano e Castiglione dei Pepoli. Ritirato il progetto della ditta Energia Pulita Tre ma, come già in precedenza per il progetto della ditta Santa Chiara Energia, esso verrà ripresentato. Mai prima d’ora ci si era affidati, per una trasformazione così importante, alla totale e casuale iniziativa privata, secondo una procedura brancaleonesca che distruggerà (e in parte lo ha già fatto) il paesaggio, l’ambiente e la storia italiana.
La partita a Risiko si sta intensificando su tutto il nostro paesaggio italiano ma, al posto delle bandierine, negli ultimi anni sui crinali si piazzano gigantesche pale eoliche, monoliti di ferro e vetroresina che sovrastano cime di indiscutibile bellezza e memoria storica.
Ed eccoci sul territorio bolognese, nella zona spartiacque dei comuni di Camugnano e Castiglione dei Pepoli.
Per fare un quadro introduttivo, dobbiamo precisare che i due progetti erano stati presentati inizialmente alla Regione Emilia Romagna tra aprile e maggio 2024 ma, stante la loro incompletezza - principalmente relativa ai monitoraggi del vento - non erano stati ammessi alla valutazione di impatto ambientale da parte della Regione stessa.
In quella circostanza, il progetto di Santa Chiara Energia contava 6 aerogeneratori da 4,5 MW cadauno per un totale di 27 MW, mentre quello di Energia Pulita Tre prevedeva 7 aerogeneratori da 4,28 MW cadauno per un totale di 29,96 MW. Successivamente la Santa Chiara Energia ha fatto un ricorso al TAR contro la non ammissione del progetto (il ricorso è attualmente pendente) e nel contempo ha presentato anche un nuovo progetto tramite procedura ministeriale a Roma che, in buona sostanza, è un copia-incolla dell’altro, ed è quindi costituito dagli stessi 6 aerogeneratori posizionati nelle medesime coordinate, ma con una potenza individuale di 6 MW per un totale di 36 MW. Tale potenza totale consente di superare la soglia di legge di 30 MW necessaria affinché il progetto possa transitare per via ministeriale, con procedure molto più semplificate e tempistiche estremamente ristrette che, tra l’altro, impediscono ai cittadini di potersi muovere, organizzare e presentare le proprie osservazioni. Lor signori non hanno certo tempo da perdere!
Anche la Energia Pulita Tre non è stata ferma e, successivamente alla non ammissione del primo progetto durante l’estate 2024, ha ripresentato un “nuovo” progetto identico al precedente sia come potenza, come posizione e come dimensione geometrica delle pale. Tale progetto però, essendo di potenza totale leggermente inferiore ai 30 MW, è rimasto sempre in capo alla Regione Emilia Romagna. Inoltre, la Enegia Pulita Tre ha secretato i dati del monitoraggio del vento, etichettandoli come “segreto industriale” derivante dal loro know-how aziendale.
E’ proprio di questi giorni la notizia del ritiro della loro istanza per l’avvio del procedimento unico di Valutazione Impatto Ambientale.
Quindi, al momento, i progetti in corso sono i due della Santa Chiara Energia (quello del ricorso al TAR presso la Regione Emilia Romagna e quello ministeriale a Roma).
Ma anche la ditta Energia Pulita Tre si riserva di ripresentare il proprio progetto a breve! Dopo due tentativi andati a vuoto, ci saremmo aspettati un cambio di strategia, visto che in Regione hanno incontrato resistenze e remore. Leggiamo, a titolo d'esempio, dal comunicato relativo al ritiro dell'istanza sul sito web dell'assessorato all'Ambiente della Regione, che
"L’Emilia-Romagna - sottolinea l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo - sostiene con convinzione la transizione energetica e lo sviluppo delle rinnovabili, ma è fondamentale che ogni progetto sia compatibile con il territorio e condiviso con le comunità locali. Questo passo indietro da parte della società proponente rappresenta un atto di serietà e un’opportunità per valutare soluzioni che siano maggiormente sostenibili, condivise e partecipate. Il nostro obiettivo resta quello di garantire un equilibrio tra sviluppo energetico e tutela del paesaggio, nel rispetto delle esigenze delle persone che vivono questi territori”.
Eppure, da quanto scritto nella documentazione, si evince che la Energia Pulita Tre ripresenterà quel progetto per la terza volta integrato con la documentazione richiesta dagli enti. Infatti la ditta ha ritirato l’istanza per l’avvio del procedimento unico di Valutazione Impatto Ambientale chiedendo che venisse oscurata tutta la documentazione presente sul portale della Regione e che venisse temporaneamente trattenuto quanto versato in precedenza per oneri istruttori, affinché il tutto possa essere successivamente destinato a coprire i costi per la nuova istanza che la ditta intende ripresentare.
Mai prima d’ora ci si era affidati, per una trasformazione così importante, alla totale e casuale iniziativa privata, secondo una procedura brancaleonesca che purtroppo distruggerà (e in parte lo ha già fatto) il paesaggio, l’ambiente e la storia italiana.
È incredibile pensare di poterci trovare in una tale situazione speculativa legalizzata, ed è ancor più incredibile che vi sia chi sostiene di salvare l’ambiente distruggendo il nostro meraviglioso paesaggio.
Siamo però tutti ben attenti e vigili ad ogni mossa e monitoriamo costantemente anche il sito del Ministero, dove è in corso di valutazione l’altro progetto della Santa Chiara Energia e si è appena conclusa la fase delle osservazioni del pubblico e degli enti, che ha visto la partecipazione di moltissimi cittadini, che non hanno esitato ad esprimere pubblicamente la propria contrarietà al progetto: ad oggi contiamo ben 250 osservazioni già pubblicate, non poche considerando lo stretto margine di tempo (poco meno di 30 giorni) a disposizione per coinvolgere i cittadini, ignari e a corto di informazioni.
E’ chiaro che l’assalto eolico ai crinali - tramite l’accaparramento di lauti incentivi, elargiti a favore di questa presunta strategia energetica indorata e spacciata per “green” - ha il sapore di una vera e propria conquista del nostro paese calata dall’alto per espropriare non solo terreni ma intere comunità agricole che, a fatica, cercano di portare avanti produzioni e agricoltura di qualità.
Comitato a tutela del territorio Camugnano e Castiglione dei Pepoli