Secondo il rapporto mensile della Terna sul sistema elettrico per agosto, presentato dai media come il mese più caldo della Storia, le pale eoliche hanno lavorato solo al 10% del loro massimo potenziale teorico, rendendo necessario un ricorso ancor più massiccio del solito all'energia elettrica prodotta dalle centrali atomiche francesi. Nonostante ciò la Schlein si piega alla volontà dei lobbysti per "sbloccare" la realizzazione degli impianti rinnovabili - e l'eolico in particolare, che "è rimasto indietro" - nelle "Regioni rosse", dove gli amministratori locali non hanno alcuna intenzione di lasciare sfregiare il proprio territorio dagli speculatori "green".

 

Da La Repubblica: "Il selfie dei firmatari dell'appello Energia per l'Italia con la segretaria dem Elly Schlein"

 

Il roboante invito alla diserzione rivolto da Virginia Libero, la ventottenne segretaria nazionale dei giovani del Partito Democratico (e pretoriana della Schlein), ai militanti riuniti per la Festa dell'Unità a Reggio Emilia, oltre ad una vasta eco mediatica, ha ottenuto una prima adesione: nel torrido agosto testè trascorso, il vento italiano ha disertato gli impianti eolici patrii. Le pale degli aerogeneratori si sono rifiutate di girare proprio nel momento del massimo bisogno, specie di notte, quando anche le enormi distese di pannelli fotovoltaici, che ormai ricoprono sterminate aree del (sempre meno) Bel Paese, fanno cilecca. Meno male che, nelle notti tropicali, ha provveduto a fare funzionare i condizionatori italici l'elettricità prodotta dalle centrali nucleari francesi, che però ha fatto decollare il saldo negativo con l'estero (+28,6% rispetto all'agosto dello scorso anno) anche per la voce energia elettrica.

Lo abbiamo appreso dopo la pubblicazione del rapporto mensile della Terna sul sistema elettrico per il mese di agosto nella tabella a pagina 5, dove risulta che l'eolico, rispetto all'agosto dello scorso anno e nonostante gli oltre 600 MW di potenziale eolico in più nel frattempo collegati alla rete Terna (+4,5%), abbia prodotto solo 1140 GWh, ovvero il 24,2% in meno dell'elettricità registrata nello stesso mese dello scorso anno. Ma sono soprattutto interessanti le tabelle a pagina 10, dove si apprende che l'eolico nello scorso agosto ha ottenuto la peggiore performance mensile degli ultimi due anni, con l'aggravante che nel frattempo il potenziale eolico è aumentato del 10% (dai 12,8 GW in esercizio rilevati nel rapporto Terna dell'agosto 2024 ai 14 GW attuali, come viene indicato a pagina 15 dell'ultimo rapporto.

Questo significa che in agosto gli aerogeneratori italiani - considerati alla loro massima potenza teorica, che è appunto di 14 GW complessivi - hanno prodotto solo per 81,42 ore (1140 GWh diviso 14 GW di potenza complessiva). Un po' pochino, se si considera che il mese d'agosto è composto da 744 ore (31 giorni di 24 ore ciascuno, almeno fino a quando a Bruxelles non decidano di alzare anche queste asticelle). Se volessimo calcolare il coefficiente di efficienza ingegneristica del sistema eolico italiano nel suo complesso nel mese presentato come il più caldo della Storia (almeno così ci hanno raccontato i media) otterremmo un imbarazzantissimo 10%, ovvero un'efficienza infima proprio nel momento di maggior bisogno, peggiorata dal fatto che si tratta di energia random, non programmabile. Per l'esattezza il 10,94%, ottenuto rapportando le 81,42 ore equivalenti alla produzione eolica complessiva di agosto con le 744 ore effettive del mese.

Che dire? Speriamo almeno che la Le Pen, che ha già annunciato che - in caso di vittoria alle presidenziali francesi - limiterà le esportazioni dell'energia elettrica prodotta dall'enorme potenziale nucleare francese per utilizzarla in Patria, perda le elezioni il prossimo anno. Altrimenti, nelle tropicali notti estive delle loro città iper-cementificate, gli italiani rimarranno svegli a rigirarsi nei letti inzuppati di sudore, magari pensando a tutti i soldi fatti loro spendere per montare gli inutili pannelli fotovoltaici sui tetti.

Ma, se vogliamo essere seri, in questi dati troviamo l'ennesima prova che la transizione energetica burocraticamente imposta ha dato i più duri colpi non solo all'industria ma anche alla borghesia che si è autodistrutta e che l'ambientalismo oltranzista non giova agli interessi di nessun Paese, come dimostrano tutti i recenti brutali impatti dell'ideologia con la realtà.

In occasione di tutti questi impatti risalta come tratto comune il disarmante infantilismo dei sedicenti esperti. Tutti si sono rifiutati di capire che stiamo distruggendo l'esistente per viaggiare verso l'ignoto, con una superficialità che non ha pari nella storia dell'Occidente industrializzato.

Non a caso, proprio nell'Occidente soprattutto le élite hanno rinunciato alla cultura, al sapere, all'intelligenza per spacciare le stupidaggini wokiste, tra le quali campeggia la puerile fantasticheria di fare funzionare una società industrializzata solo con le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici.

Solo con il deragliamento delle élite si può spiegare, ad esempio, l'incontro al Nazareno della segretaria del PD (l'estremo baluardo che concentra tutte le élite italiane) con i lobbysti che la sollecitano ad  "intervenire" presso i governatori per "sbloccare" la realizzazione degli impianti rinnovabili - e l'eolico in particolare, che "è rimasto indietro" - nelle Regioni che la Sinistra amministra.

Se avete tempo da perdere, troverete qui la relazione dell'incontro da La Repubblica (significativo che l'evento sia stato ignorato da tutti gli altri giornali).

Quando qualcuno afferma che "risolveremo le criticità con le nostre Regioni e continueremo a costruire strumenti per gestire la trasformazione dei luoghi" è evidente che il vero problema non è semplicemente l'eolico, quanto piuttosto l'ideologia derivante dalla "French theory", che tanto successo ha avuto da noi durante gli anni Settanta (allora ben nascosta sotto il velame delle bandiere rosse), contribuendo a selezionare la classe dirigente italiana (in particolare nelle Università) secondo criteri di appartenenza. O di conformismo, come preferite.

Però qualcosa - stranamente - sta andando storto nell'applicazione in corpore vili delle teorie strutturaliste e post-strutturaliste.

Come negli altri Paesi d'Europa (occidentale) le nostre élite, anzichè rilanciare continuamente sulle idee più bislacche aumentando la posta in gioco, dovrebbero piuttosto cominciare ad allacciarsi le cinture di sicurezza. Tutte le lucine rosse stanno lampeggiando all'impazzata.

 

Alberto Cuppini

Tanto tuonò che piovve. Proponiamo il video dell'intervento della leader di Alternative für Deutschland Alice Weidel durante la sessione parlamentare sul bilancio di ieri al Bundestag, dopo il trionfo alle elezioni in Sassonia Anhalt di domenica scorsa, con uno spietato attacco al cancelliere Merz ed alla sua maggioranza. Dal discorso della Weidel si comprende che, ancor più che la massiccia accoglienza indiscriminata di immigrati difficilmente integrabili, ai successi elettorali di AfD hanno contribuito i disastrosi esiti delle sconsiderate politiche climatiche,  dall'Enegiewende della Merkel all'European Green Deal della sua delfina Von der Leyen, che avrebbero dovuto far funzionare prima la Germania e poi tutta l'Europa (già entro il 2050!) solo con l'energia elettrica... prodotta dalle pale eoliche e dai pannelli fotovoltaici. L'Italia (persino l'attuale governo Meloni) - sebbene sembri incredibile - ha seguito pedissequamente la Germania in questa follia. Ora alla faciloneria e alla demagogia woke segue quella di segno contrario  della simpatica (...) Weidel e dell'AfD, in attesa di qualcosa di sempre peggiore, qualora a Bruxelles la commissione UE, che in questi anni è stato il braccio esecutivo delle politiche tedesche in Europa, perseveri negli errori ideologici fin qui commessi. Chi semina pale eoliche raccoglie tempesta.

 

Video dell'intervento della leader di Alternative für Deutschland. Alice Weidel durante la sessione parlamentare sul bilancio di ieri al Bundestag

  

Riportiamo, a futura memoria e per chi non volesse guardare tutto il video dell'intervento della Weidel, i passaggi più interessanti del durissimo atto di accusa al governo Merz sui disastri della "politica climatica" tedesca:

 

Minuto 1,18: Non volete liberarvi dalle catene dell'ideologia verde.

Minuto 4,29: La deindustrializzazione spazza il nostro Paese con una dinamica crescente.

Minuto 9,48: La cosiddetta transizione energetica è la più grande macina che schiaccia la nostra economia e la trascina nell'abisso. La transizione energetica è denaro perso, bruciato. Non si crea nulla di produttivo e si sovvenzionano costose strutture parallele disfunzionali.

Minuto 11,00: Per le somme folli che chiedete a cittadini e imprese, i tedeschi ottengono i prezzi dell'energia più alti tra tutti gli Stati industrializzati.

Minuto 13,46: Anche gli errori manageriali giocano un ruolo. Il più grande errore manageriale resta la remissività con cui certi dirigenti d'azienda ripetono a pappagallo persino le più grandi assurdità politiche, invece di opporsi alla transizione energetica ostile all'economia, al divieto dei motori a combustione, all'economia pianificata dell'auto elettrica, alla legge sull'energia degli edifici, al Green Deal; insomma: contro l'intera raccolta di opere insensate della nave dei folli verde.

Minuto 14,40: Alla crisi energetica permanente e al pericolo costante di blackout, che dobbiamo alla fallita transizione energetica, si aggiunge ora la minaccia, per il prossimo inverno di una crisi esistenziale nell'approvvigionamento del gas.

Minuto 19,25: Dobbiamo abolire rigorosamente le spese statali e i sussidi inutili. Solo eliminando inutili programmi per il clima e per la transizione, oltre ai finanziamenti alle ONG sostenute politicamente, si possono risparmiare cifre a due zeri di miliardi. Dobbiamo tagliare immediatamente e drasticamente gli aiuti allo sviluppo e i pagamenti per la protezione globale del clima.

Minuto 21,10: Dobbiamo porre fine alla fallita transizione energetica e affrontare il ritorno al nucleare... Dobbiamo usare i margini così ottenuti per abbassare i prezzi dell'energia, troppo alti, e abolire la tassazione sulla CO2.

 

A cura di Alberto Cuppini

 

 

"Non diamo gli incentivi sulle energie rinnovabili e così possiamo far risparmiare da domani ai nostri cittadini il 20% del costo in bolletta e chi vuole le energie rinnovabili se le installa e ne trae i vantaggi che ne vuole trarre". Per la prima volta, nel Parlamento italiano, è stato portato un attacco così violento al sistema delle rinnovabili. Appare del tutto evidente la scelta di Futuro Nazionale di seguire, anche in tema di contrasto ai disastri dell'European Green Deal, la stessa politica di Alternative für Deutschland in Germania. Chi semina pale eoliche raccoglie tempesta.

 

I deputati di Futuro Nazionale, il nuovo partito fondato dal generale Vannacci, ieri alla Camera hanno presentato il testo di una interrogazione al ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin dedicata alle rinnovabili, giudicate "insostenibili" per le bollette degli italiani.

Per la prima volta, nel Parlamento italiano, è stato portato un attacco di tale violenza al "sistema" delle rinnovabili, fin qui ritenute sacre e inviolabili.

Riteniamo che sia nostro dovere portare a conoscenza della Rete della Resistenza sui Crinali il contenuto di quel documento, agli atti della Camera dei Deputati, che oggi è stato bellamente ignorato da tutta la stampa italiana in edicola.

Ecco di seguito i passaggi che più ci interessano dell'interrogazione al ministro Pichetto presentata da otto deputati di Futuro Nazionale, per sapere - premesso che:

...

- all'interno della struttura della bolletta elettrica sostenuta da ogni singolo utente, l'incidenza complessiva dei sussidi alle energie rinnovabili risulta ingiustificatamente elevata; infatti, se nel periodo 2015-2021 tali oneri valevano circa il 22 per cento del totale della bolletta, dal 2024 il ripristino della componente Asos per gli incentivi alle rinnovabili copre circa il 90 per cento degli oneri di sistema, pesando in bolletta fino al 20 per cento della spesa dei consumatori;

- questo meccanismo scarica interamente sui cittadini i costi della cosiddetta «transizione ecologica», evidenziando l'insostenibilità economica delle fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, le quali continuano a reggersi sul mercato principalmente perché sussidiate dai contribuenti, anziché in virtù di un'effettiva e autonoma sostenibilità finanziaria e industriale;

- di conseguenza, per gli interroganti è urgente valutare il ripristino dei canali d'importazione a basso costo con fornitori storici quali la Federazione russa;

- appare, pertanto, inderogabile procedere ad una revisione complessiva dell'architettura degli oneri di sistema al fine di liberare le bollette e da costi impropri e restituire potere d'acquisto alle famiglie e liquidità al sistema economico nazionale -:

quali iniziative di carattere strutturale e di lungo periodo il Ministro interrogato intenda adottare, per quanto di competenza, per conseguire un drastico e duraturo abbattimento dei prezzi del gas e dell'energia elettrica a beneficio di famiglie e imprese, definendo una strategia integrata che, nell'abbattere l'impatto degli incentivi alle fonti rinnovabili, ricomprenda la riapertura di canali d'approvvigionamento con partner esteri in grado di offrire condizioni tariffarie maggiormente competitive.

 

L'articolo del giorno

Parchi eolici nell'Appenino

Mappa interattiva delle installazioni proposte ed esistenti